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prestiti per pensionati

Cosa sono i prestiti convenzionati?

I prestiti convenzionati sono prestiti che il lavoratore o il pensionato può richiedere da un istituto di credito che può essere rimborsato mediante un addebito automatico che l’Inps o l’Inpdap o L’Enpas vanno ad effettuare sulla busta paga o sulla pensione.

Solitamente la formula prescelta è quella della cessione del quinto e il prelievo non può superare il 20 per cento dell’importo mensile del trattamento economico percepito.

Vantaggi del prestito in convenzione

Il prestito in convenzione Inps o Inpdap presenta un ottimo numero di vantaggi.

Innanzitutto non è necessario produrre alcuna motivazione per poterlo richiedere.

Il richiedente può quindi destinarlo all’acquisto di un’auto, ad una ristrutturazione edilizia oppure semplicemente per farne una riserva di liquidità a cui attingere nei momenti di necessità.

Altri vantaggi dei prestiti convenzionati da non sottovalutare sono:
– il tasso fisso agevolato;
– la rata costante;
– la comodità della ritenuta automatica su busta paga o pensione;
– la firma singola;
– il non dover produrre garanzie, proprio in quanto il prelievo viene effettuato alla fonte.

Prestiti convenzionati per i pensionati

Anche i pensionati possono richiedere il prestito in convenzione Inps, Inpdap Enpals.

Si tratta di una possibilità prevista dal legislatore, che però ha alcuni limiti, in particolare quelli gravanti su:
1) le pensioni e gli assegni sociali;
2) le invalidità civili;
3) gli assegni mensili erogati per l’assistenza ai pensionati a causa di inabilità;
4) gli assegni che hanno la funzione di sostegno al reddito (VOCRED, VOCOOP, VOESO);
5) gli assegni al nucleo familiare;
6) le pensioni con contitolarità per la quota parte non di pertinenza del soggetto che richiede la cessione;
7) le prestazioni di esodo ex art. 4, commi da 1 a 7 – ter, della Legge numero 92 emanata nel 2012.

Gli adempimenti a carico del pensionato

Per poter ottenere i prestiti convenzionati con cessione del quinto, il pensionato deve naturalmente dare vita ad una serie di adempimenti.

Si parte dalla richiesta relativa alla comunicazione di cedibilità della pensione, ovvero il documento nel quale viene indicato l’importo massimo della rata del prestito.

La quota che può essere ceduta, deve essere richiesta dal pensionato e, una volta ottenuta, deve essere consegnata alla società finanziaria con cui si è deciso di stipulare il contratto di finanziamento.

Sia che il pensionato decida di rivolgersi ad un Ente finanziario convenzionato con l’Inps, la comunicazione di cedibilità potrà essere elaborata direttamente dal soggetto in questione, mediante un collegamento telematico con l’Istituto stesso, con la conseguente applicazione di tassi di interesse più vantaggiosi.

Le garanzie a tutela del pensionato con i prestiti convenzionati

Una volta che il contratto è stato sottoscritto, l’Inps è tenuto ad esercitare una funzione di vigilanza a tutela dell’interessato.

Prima di poter versare l’importo della rata trattenuta dalla pensione alla banca o alla società finanziaria, l’ente deve quindi procedere con grande scrupolo alla verifica della presenza di una serie di condizioni in grado di preservare il pensionato:

L’ente con cui è stato stipulato l’accordo, deve avere tutti i requisiti che sono espressamente richiesti dalla normativa per operazioni di questo genere.

Il tasso applicato al prestito deve a sua volta situarsi al di sotto del cosiddetto “tasso soglia” anti-usura per gli enti finanziari accreditati o al tasso convenzionale che è invece stato stabilito per la propria fascia di età in caso di prestito erogato da Ente finanziario convenzionato.

La rata prevista in sede contrattuale non deve mai andare a superare un quinto dell’importo della pensione.

Il contratto deve indicare al suo interno, e con la massima chiarezza, tutte le spese accessorie che andranno a comporre la spesa finale (istruttoria, estinzione anticipata, premio assicurativo per premorienza, commissioni, interessi).

Come si può facilmente comprendere si tratta di una serie di precauzioni tese ad evitare che i pensionati, in particolare quelli in età più avanzata, possano cadere vittima di sempre possibili raggiri.